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il dio Marte
 

Tolomeo raffiguato da Andrea Pisano - Campanile di Giotto - Firenze

Claudio Tolomeo
- raffigurato da Andrea Pisano in una formella del
campanile di Giotto -

 

Visse ad Alessandria d'Egitto, nel II secolo della nostra era; di Claudio Tolomeo, nato a Pelusio, non conosciamo altro. Alle avare notizie biografiche sopperisce, tuttavia, la fama, maestosa e meritata, conquistata nel corso dei secoli dallo studioso antico che lego' il proprio nome ad un sistema astronomico destinato a resistere sino al XVI secolo.

Autorevole ed inquieto studioso dell'astronomia sferica, fruendo anche delle osservazioni e delle analisi di illustri predecessori quali Eudosso, Aristarco, Ipparco e Apollonio di Perge, Tolomeo lascio' un grandioso compendio astronomico in tredici libri, la "Syntaxis matematica" meglio conosciuta sotto il nome di "Almagesto", grazie alla medievale traduzione araba.

L'opera descrive la volta celeste e ne analizza i movimenti; esamina le variazioni che hanno luogo nelle diverse stagioni, grazie all'obliquita' dell'asse terrestre e all'inclinazione dell'eclittica; spiega le alterazioni rilevate nell'orbita e nell'eccentricita' del corpi celesti, chiarisce il fenomeno delle eclissi, calcola con precisione le coordinate stellari. Il lungo elenco di 1027 stelle, che occupa il VII e l'VIII libro, fu per parecchi secoli il punto di riferimento per tutti i cataloghi stellari, che vi applicarono i calcoli dello slittamento precessionale. La lista di Tolomeo non e' integralmente originale: essa pare attinta al catalogo di Ipparco, sul quale viene calcolata una costante di precessione inesatta; le coordinate stellari tolemaiche si riferiscono al 137 d.C.

una pagina dell'Amalgesto ritrascritto
una pagina dell'Amalgesto

Le stelle contemplate sono tutte visibili dall'orizzonte di Rodi (punto di osservazione di Ipparco), quando la latitudine piu' meridionale di Alessandria doveva permettere l'esame di altre stelle, basse sull'orizzonte. Inoltre, il catalogo di Ipparco avrebbe contemplato 1080 stelle (se vogliamo prestare fede ad Achille Tazio), cioe' 58 piu' di Tolomeo.

L'opera e' indirizzata ad un pubblico di competenti: presupponendo nel lettore una conoscenza gia' approfondita, Tolomeo fornisce le spiegazioni fisiche di ogni fenomeno, propone teoremi, utilizza formule matematiche.

Opere astronomiche minori sono: un catalogo meteorologico, un trattato sul movimento delle sfere celesti, tavole astronomiche per facilitare i calcoli, un opuscolo sull'orologio solare e il Planisphaerium che studia la proiezione stereografica.

Indirettamente collegato alle opere astronomiche e' il "Tetrabiblos", un trattato di astrologia in veste di compendio ragionato. Conformemente all'impostazione degli altri suoi scritti, Tolomeo affronta il tema con spirito scientifico e in via gia' specialistica. I comuni manuali astrologici sciorinavano una infinita casistica di combinazioni fra segni zodiacali, pianeti, posizioni e rapporti fra i corpi celesti, e pretendevano di ricavare per ognuna di esse significati inoppugnabili, oppure rintracciavano negli oroscopi zone di particolare influenza, passando disinvoltamente da un punto all'altro dello zodiaco sulla scorta di calcoli precisi, ma fondati su premesse arbitrarie. Ai minuziosi repertori in circolazione nell'antichita' Tolomeo oppone un assetto rigoroso e lineare, ben connesso e strutturato, sostenendo l'astrologia su di un sistema di precise corrispondenze geometriche e derivandola da una serie di deduzioni logiche.

Enrico VI riceve in dono il Tetrabiblos
Enrico VI riceve in dono il Tetrabiblos

Con significativa presa di posizione Tolomeo distingue ed accoppia, sin dalle prime battute del "Tetrabiblos", l'astrologia e l'astronomia: all'analisi teoretica e contemplativa delle leggi che presiedono e regolano i movimenti dell'universo viene affiancato l'esame dei fenomeni che si verificano sulla terra in corrispondenza dei transiti celesti. L'accostamento astronomia-astrologia adempie ad una funzione programmatica del "Tetrabi'blos" ma sottintende anche una nota polemica. Facendo perno sulle norme che governano rigorosamente i movimenti cosmici, l'astronomia consente di prevedere per ogni tempo le posizioni stellari. In concomitanza con i fenomeni celesti, altri fenomeni hanno luogo sulla terra e nell'atmosfera: l'esame di queste precise sincronie e' compito dell'astrologia, che in tal modo assurge a ruolo di scienza: "certa stani omnia lege".

L'armonia cosmica non contempla eccezione, tutto e' prevedibile : la congiunzione planetaria, il cambiamento di stagione, la variazione meteorologica, e anche la complessita' della psiche umana con le sue predisposizioni, conflittualita' e armonie.

Tolomeo rifiuta quella parte della tradizione a lui giunta che, assorbendo l'astrologia in un contesto di esoterismo, magia ed occultismo, la affidava a ciarlatani incompetenti pronti a mercanteggiare sempre nuove illusioni. Il riscatto della scienza astrologica puo' essere operato solo a condizione di ricercare una regolarita', di chiarire la natura delle sincronie e di valutarne l'intensita' degli effetti, di ricavare le leggi e di precisarne le circostanze. Nell'opinione corrente astronomia e astrologia (capitera' anche nelle lingue moderne) erano sinonimi.

Ma Tolomeo si interessa proficuamente anche di matematica, anticipando lo studio della trigonometria, e applicando le proprie teorie alla costruzione di astrolabi e di meridiane. Di notevole importanza storica e' l'opera intitolata "Geografia" che, assumendo un sistema di latitudine e longitudine, influenzo' i cartografi per centinaia di anni, pur non contenendo dati affidabili. Nel trattato dal titolo "Armoniche", Tolomeo espone poi una "Teoria di suoni" della musica greca, e nell '"Ottica" giunge ad analizzare le proprieta' della luce, in particolare la rifrazione e la riflessione.

 

 

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disponibile, per gli studiosi e i visitatori, il download delle due Opere piu' celebri di Claudio Tolomeo

 

Almagesto
La copia che viene proposta e' quella digitale dell' Opera in Latino stampata a Venezia nel 1515 da Petrus Liechtenstein grazie alla traduzione dall'Arabo di Gerardo da Cremona, prima, e, successivamente, di Regiomontano.
 
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69 Mb
Tetrabiblos
La copia, in lingua Inglese, e' quella del libro stampato a Londra nel 1822 per i tipi di Davis e digitalizzata dalla Stanford University Libraries.
 
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8 Mb

 

 
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